Quale latte?

Sul tema latte, davvero ne sentiamo di tutti i colori.

Basta digitare la parola “latte” su Google per veder comparire qualcosa come 193.000.000 risultati.

C’è chi lo descrive come “veleno”, c’è chi invece ne esalta le proprietà benefiche. Chi scrive che il latte serva solo ai bambini, chi invece sostiene che è fondamentale per prevenire l’osteoporosi in menopausa.

Dove sta la verità?
Soprattutto, di quale tipo di latte stiamo parlando?
In particolare, quale latte per il nostro bambino?
Sappiamo benissimo che non esiste solo il latte vaccino ma anche il latte….vegetale! Qui c’è un errore!
Sapete perché? Perché, secondo normativa (Legge 169/1989 – “Disciplina del trattamento e della commercializzazione di latte alimentare vaccino”), può essere chiamato latte solo il prodotto della secrezione dalle mammelle di un mammifero.
Quindi, quando acquistate il latte di soia/avena/mandorla/riso/farro/cocco ecc…, state acquistando una BEVANDA, e NON del latte (secondo quanto riportato dal Regolamento Europeo 1308 del 20 dicembre 2013 in cui si legge che “I prodotti puramente vegetali non possono, in linea di principio, essere commercializzati con denominazioni, come «latte», «crema di latte o panna», «burro», «formaggio» e «yogurt», che il diritto dell’Unione riserva ai prodotti di origine animale”).
Cosa cambia tra latte “proveniente da un mammifero” ed una bevanda vegetale? Praticamente tutto. Il profilo nutrizionale è completamente differente. Ad esempio, analizzando il contenuto di GRASSI del latte vaccino rispetto al latte di soia, troviamo, per 100 g, rispettivamente i seguenti valori: 3,6 g per latte di mucca pastorizzato intero e 1,9 g per il latte di soia.

Cosa bisogna controllare nelle etichette quando si sceglie una bevanda vegetale? Sostanzialmente tre cose:

– assenza di conservanti/emulsionanti/aromi vari, preferendo ove possibile marche biologiche;
– l’assenza totale di zuccheri aggiunti
– il tipo di olio che è stato aggiunto: preferire quelle marche dove sia presente olio di girasole spremuto a freddo (spesso più facile da trovare nelle bevande vegetali biologiche).
Quindi, se prendete il latte vegetale a colazione, sappiate che quello che state assumendo è una “bevanda” e non “latte”. Pertanto, alternate spesso marche, tipologia e…tipO di colazione (qui trovate un mio articolo che parla proprio della colazione!)
Se siete degli adulti che “BEVONO LATTE”, voglio darvi 3 consigli, ovvero, BEVETE LATTE SOLO SE:
1. VI PIACE;
2. E’ di vostro gradimento;
3. Non vi comporta alcun sintomo gastrointestinale.
Se dopo aver bevuto latte dovete correre immediatamente in bagno, magari dovete ripensare questa vostra scelta. Stessa cosa se avete sintomi come: gonfiore, flatulenza, meteorismo, nausea. IL LATTE è solo uno dei tanti alimenti che partecipa alla nostra giornata alimentare, NON E’ INDISPENSABILE PER NOI ADULTI.
Il consiglio che voglio darvi in questo caso è: ALTERNATE IL TIPO DI COLAZIONE CHE FATE E  MAGARI…IL TIPO DI LATTE!
Sapete perché? Perché il latte che trovate comunemente al supermercato, è un latte spesso molto trattato: pastorizzato, UHT, a lunga conservazione. Pertanto, si tratta di un alimento che è stato sottoposto a trattamenti industriali che l’hanno “impoverito” dei principi nutritivi che possedeva in partenza. Il discorso cambia se parliamo di LATTE CRUDO, ovvero latte munto e non sottoposto ad alcun tipo di trattamento termico. Si tratta di un alimento che comporta un certo rischio microbiologico, pertanto deve essere acquistato sempre da rivenditori autorizzati (per fare lo yogurt a volte ho usato questo distributore chiamato”Biolà”, molto consigliato anche per l’acquisto di carne) e sottoposto a bollitura.
alt:"latte svezzamento"

Per prevenire l’osteoporosi, devo bere latte?

No. Soprattutto se il latte è un alimento che mal tollerate, non dovete sforzarvi di berlo (come potrebbe suggerirvi qualche vicina di casa…).
Cos’è in poche parole l’osteoporosi? E’ una malattia caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo, che induce un’aumentata fragilità ossea, con un conseguente aumento del rischio di frattura. Sulla correlazione tra latticini, osteoporosi e menopausa, ho scritto un lungo articolo che potete leggere QUI! In poche parole, non è stata trovata alcuna correlazione tra assunzione di latte e riduzione delle fratture ossee!  Comunque a questo link avrete tutte le spiegazioni a riguardo!

Parliamo adesso di latte e bambini: i bambini devono sempre bere latte? Quale latte per loro?

Partiamo dal principio: l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’ALLATTAMENTO ESCLUSIVO AL SENO o ALLATTAMENTO TRAMITE latte di formula per i primi 6 mesi di vita del bambino.

Non decidete mai da sole di integrare con latte artificiale l’allattamento al seno o di passare completamente all’allattamento artificiale. Queste decisioni devono essere sempre valutate insieme al pediatra ed ad un’ostetrica esperta in sostegno all’allattamento e assunte solo se proprio necessario.

Per l’allattamento ARTIFICIALE, nei primi sei mesi è indicato il latte formulato “di partenza” (la confezione, di qualsiasi marca, riporta ben evidente il numero 1) mentre per il secondo semestre di vita si continua con il latte “di proseguimento” (indicato con il numero 2). Il latte formulato è disponibile sia in polvere, sia liquido pronto per l’uso.

Quindi, per i primi 6 mesi di vita il bambino non ha bisogno di altro: niente acqua (è già contenuta nel latte che il bimbo prende), né tanto meno tisane (che altro non sono che acqua e zucchero, assolutamente non sono supportate da evidenze scientifiche, pertanto evitate assolutamente di  somministrarle al vostro bambino), né tanto meno di uno svezzamento “anticipato” al quarto mese per “abituarlo” al cucchiaino! Leggi qui, qui e qui per capire di cosa parlo e per saperne di più su svezzamento tradizionale ed autosvezzamento!

E dopo i 6 mesi? Quale latte?

Se il bambino viene allattato al seno, si continua ad “affiancare” E NON SOSTITUIRE le poppate con un’alimentazione complementare a richiesta. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento al seno per i primi due anni di vita del bambino, o meglio, fino a che mamma e bimbo lo desiderino! Se volete sapere quali sono i miti più diffusi sull’allattamento al seno, leggete qui questo mio articolo!

Se il bambino è stato nutrito fino ai 6 mesi mesi con latte di formula, si continua con latte appositamente formulato per lui. PRECISAZIONE DOVEROSA: IL LATTE VACCINO IN SOSTITUZIONE al latte materno o formulato NON PUÒ’ ESSERE USATO PRIMA DEI 12 MESI.

Sostanzialmente i motivi sono due:

  1. Contiene una quantità eccessiva di proteine per il bambino con meno di 12 mesi;
  2. E’ appositamente formulato per le necessità nutrizionali del vitello…non del bambino. Il latte artificiale è un latte che invece è stato adattato alle esigenze nutrizionali del bambino piccolo ed ha un ridotto contenuto proteico.

IL LATTE VACCINO, al di sotto dei 12 mesi, può invece essere usato all’interno di preparazioni come purè, frittate, dolci fatti in casa ecc..

RICAPITOLANDO….

Il latte deve continuare ad essere parte integrante della dieta durante l’alimentazione complementare e si raccomanda di continuare con l’allattamento al seno fino a due anni ed oltre. Pertanto, fino a che c’è il latte di mamma e questo latte è sufficiente (se l’allattamento è a richiesta, il problema non si pone), non c’è motivo di usare altri latti.

Nei bambini non allattati al seno un eccessivo consumo di latte artificiale nel primo anno o di latte vaccino in seguito può limitare il consumo e la diversificazione di alimenti complementari! Un bambino che beve un litro di latte vaccino o artificiale al giorno soddisfa fino a due terzi dei suoi bisogni energetici (ecco perché poi “non mi mangia”) e lascia ben poco spazio ed appetito per altri salutari alimenti!

Per un bambino non allattato al seno dopo i 6 mesi si raccomanda perciò di dare 280-500 ml/die di latte artificiale fortificato con ferro se altri cibi di derivazione animale sono inclusi nella dieta, 400-550 ml/die se non lo sono. Per un bambino non allattato al seno dopo i 12 mesi si raccomandano 200-400 ml/die di latte vaccino intero non diluito se altri cibi di derivazione animale sono inclusi nella dieta, 300-500 ml/die se non lo sono.

PER LE MAMME CHE NON HANNO AVUTO la possibilità di ALLATTARE il proprio bambino: avete tutto il diritto di ricevere il sostegno necessario per stabilire un legame col bambino (per esempio, usando il
momento dell’alimentazione per uno stretto contatto pelle-a-pelle con il bambino, senza delegare
questo momento ad altri che non sia un intimo familiare, quando possibile).

Posso dare il latte vegetale al mio bambino?

Chiariamo alcuni punti:

  • Prima dei 12 mesi: il latte vegetale NON può essere assunto come sostituto di latte materno o latte formulato, può solo rientrare nella preparazione dei cibi come dolci, budini, pancake ecc…
  • Dopo 1 12-24 mesi: è una vostra scelta che tipo di latte dare al vostro bambino. Dovete ponderarla sulla base di tutto ciò che avete letto finora!

Aiuto, mio figlio rifiuta il latte a colazione!

Spesso le mamme mi scrivono molto allarmate sul rifiuto del latte a colazione. Come se una colazione senza latte non fosse possibile. In genere questo rifiuto compare tra i 12 ed i 24 mesi, a volte anche dopo. Non preoccupatevi, offrite piuttosto delle valide alternative ai vostri bambini, come ad esempio:

  • pane con ricotta e un cucchiaino di marmellata o una spolverata di cacao amaro
  • pane tostato con un filo di olio e scaglie di parmigiano
  • yogurt bianco intero con granella di nocciole e riso soffiato
  • un bicchiere di estratto e una fetta di torta fatta in casa
  • un bicchiere di latte di avena o mandorla con qualche biscotto fatto in casa
  • un piccolo panino con una fetta di formaggio e una fetta di prosciutto cotto alta qualità

…e se prende ancora il biberon?

Secondo la Società italiana di Pediatria, l’utilizzo del BIBERON andrebbe sospeso dopo il primo anno di vita, favorendo l’assunzione del bambino sia di latte che di acqua, attraverso una tazza dotata di manici.

Alcuni studi hanno dimostrato che l’utilizzo del biberon predispone al sovrappeso: il rischio aumenterebbe del 3% per ogni mese di prosecuzione del biberon. Infatti, i bambini che bevono ancora dal biberon assumono più latte rispetto a quelli allattati al seno. Il problema NON è solo il contenuto del biberon, MA IL FATTO CHE SUCCHIARE E’ UN PIACERE PER IL BAMBINO, che continua a farlo anche quando in realtà non avrebbe più fame o sete. Il rischio è proprio quello che il bambino non si accorge DELLA QUANTITÀ’ di latte che assume. I bambini sono in grado di bere molto presto dalla comune tazza: SPESSO L’USO DEL BIBERON è dovuto ad una nostra comodità/abitudine, non a reali necessità.

Spero di essere stata breve, concisa ed esaustiva, aspetto le vostre domande nei commenti!

GRAZIE!

Bibliografia:

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