Autosvezzare: GUIDA PRATICA PARTE 1

Questa guida pratica su come AUTOSVEZZARE vuol essere un modo per chiarire una volta per tutte che AUTOSVEZZAMENTO non fa rima con “FAR FARE AL BAMBINO”, quanto piuttosto supportare la sua autoregolazione. Il concetto è un pochino difficile da capire così su due piedi, ma se avrete la pazienza e la voglia di leggere questo articolo (questo è solo la prima parte) fino in fondo capirete meglio!

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Parlando con molte mamme, ho capito quanta confusione ci fosse in merito al concetto di autosvezzare: molte si improvvisano “nutrizioniste” dei loro bambini e vi assicuro che non c’è niente di più pericoloso per la loro crescita. Creare una dieta o un menù fisso per un bambino di sei mesi è un qualcosa di assurdo e del tutto contrario ai principi dell’autosvezzamento!

“Divezzare” o “svezzare” significa letteralmente “togliere il vezzo”. Sapete di quale vezzo si parla? Quello di succhiare il latte dal seno materno! Questo è sicuramente uno dei più grandi errori della puericultura: il succhiare dal seno materno non può essere in alcun modo un vezzo poiché si tratta di un bisogno primario del bambino! Anzi, vi dirò di più: lo svezzamento dovrebbe essere una naturale conseguenza dell’autoregolazione che il bambino ha esercitato durante l’allattamento a richiesta! Ciò non toglie che si possa autosvezzare un bambino allattato artificialmente, non c’è alcun problema da questo punto di vista!

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Fatte queste premesse, la PRIMA DOMANDA che sorge spontanea è: “QUANDO INIZIARE A SVEZZARE?”. Ne avevo parlato già in quest’articolo.Per quanto mi riguarda, sia che si tratti di svezzamento tradizionale che di autosvezzamento (della differenza ne avevo parlato in quest’altro articolo), le basi per poter iniziare devono essere le stesse, ovvero:

  1. Prima dello svezzamento il bambino deve mostrare interesse per il cibo (il che può non accadere allo scoccare preciso dei sei mesi, ma sia prima che dopo): il piccolo deve mostrare interesse per i genitori che mangiano, muovendo la bocca “come se masticasse” oppure mostrando verso di esso un interesse mai visto prima nei confronti di altri elementi che lo circondano. Non è possibile che il bambino”rubi cibo dal piatto dei genitori“(poi vi spiegherò anche perché non dovrebbe farlo), cioè può accadere, ma a sei mesi le abilità motorie del piccolo non gli consentono ancora tali movimenti! La capacità di stare seduto autonomamente segna il passaggio dalla fase di assaggio al momento in cui mangerà per davvero;
  2. Deve aver perso il riflesso di estrusione (NON deve tirare fuori la lingua se gli si stimolano le labbra): questo riflesso viene perso intorno ai sei mesi, non capisco perché ci siano ancora pediatri che fanno iniziare con pappe di frutta a quattro mesi, quando questo riflesso è ancora molto presente!Alt="riflesso di estrusione"
  3. Deve reggere bene la testolina: niente sdraiette per l’ora della pappa care mamme, solo seggioloni mi raccomando (con le sdraiette si rischia il soffocamento per la posizione reclinata);
  4. La presenza di dentini (incisivi) è un segnale in più.

Lo svezzamento, sia tradizionale che autosvezzamento, dovrebbe iniziare intorno ai sei mesi. Allora perché tanti pediatri iniziano a svezzare intorno ai 4 mesi? Non lo so. Non lo so davvero, credetemi. Posso dirvi che l’OMS, ovvero l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento materno esclusivo fino ai 6 mesi (o qualora fosse allattato con latte artificiale, la cosa non cambia). Qui trovate l’articolo dell’OMS.

Perché c’è l’indicazione del limite dei 6 mesi? Semplicemente perché si ipotizza che il latte della mamma (o il suo sostituto) inizi ad essere carente di alcuni nutrienti, in particolare di ferro! Adesso, care lettrici (o lettori) di questo articolo, RAGIONIAMO INSIEME:

  • PUNTO PRIMO: se il latte di mamma (o il suo sostituto) inizia ad essere carente di ferro, perché le prime pappe SONO A BASE DI FRUTTA? La frutta, sappiamo tutti benissimo, è un alimento ricco di minerali, vitamine, fibre, MA CERTAMENTE NON DI FERRO!
  • PUNTO SECONDO: se il latte di mamma (o il suo sostituto) inizia ad essere carente di ferro, perché le prime pappe SONO A BASE DI CEREALI? I cereali possono “chelare” (ovvero “imprigionare”) il ferro e renderlo così meno disponibile!Alt="svezzamento"
  • PUNTO TERZO: spesso ci sono dei cambiamenti tipo un’influenza, l’inserimento al nido, la mamma che torna a lavoro. In questi casi, il bambino di 6-12 mesi, può regredire all’allattamento esclusivo senza correre per questo “gravi” ed “irreparabili” danni fisiologici! Affinché il latte di mamma inizi ad essere realmente **carente** dei suoi nutrienti, bisogna arrivare almeno ai 10 mesi del piccolo, momento in cui il bimbo **dovrebbe** aver assaggiato tutto e **dovrebbe** aver capito che il cibo non è un gioco ma qualcosa di più importante!
  • PUNTO QUARTO: sapete che il taglio tardivo del cordone è in grado di AUMENTARE LE RISERVE DI FERRO DEL BAMBINO nei primi mesi di vita? Leggete pagina 19 di questo Documento ufficiale, ovvero LE RACCOMANDAZIONI ITALIANE PER LA GESTIONE DEL CLAMPAGGIO ED IL MILKING DEL CORDONE OMBELICALE NEL NEONATO A TERMINE E PRETERMINE.

Altra cosa. Dopo i primi 4-5 mesi il trend di aumento di peso rallenta: questo avviene NON perché il latte di mamma (o il suo sostituto) diventano meno nutriente oppure il bimbo inizia improvvisamente a mangiare meno. Semplicemente il piccolo inizia a muoversi di più: gesticola, afferra, rotola, si dimena, scalcia con più forza, dorme di meno! Questo comporta un maggior dispendio energetico e pertanto un aumento di peso modesto (anche solo 400-500 etti).

Piccola precisazione: quando inizierete ad autosvezzare, non aspettatevi che il piccolo divori l’intero piatto che gli proporrete. AUTOSVEZZAMENTO è fare conoscenza con il cibo, pertanto è NORMALISSIMO che:

  1. Il bambino SPUTI, VOMITI O GIOCHI CON IL CIBO;
  2. Il bambino faccia dei piccoli assaggi e quindi sostanzialmente non mangi;
  3. Il bambino continui a NON SALTARE nemmeno una poppata nelle settimane iniziali!

Questo vale sia che si tratti di svezzamento tradizionale che di autosvezzamento: sostanzialmente questo passaggio all’alimentazione solida è una rivoluzione per il bimbo perché la mamma non è più la sua nutrice esclusiva!

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Lui è il mio Valerio che mangia un piatto che ogni bambino adora: gnocchi. Questi li ho fatti io con farina di farro! Ho iniziato ad autosvezzare Valerio intorno ai 7 mesi, sono riuscita ad allattarlo fino ai 21 mesi (i primi 6/7 mesi sono stati di allattamento esclusivo)

In Italia, abbiamo delle LINEE GUIDA PER LO SVEZZAMENTO? Assolutamente si, sono del Ministero della Salute, qui trovate le informazioni, mentre a questo link trovate le linee guida da scaricare. Si tratta di un documento estremamente sintetico, forse troppo! Sostanzialmente viene detto che:

  1. E’ consigliabile iniziare lo svezzamento dal 6° mese di vita, quando il latte materno comincia ad essere carenziale di alcuni nutrienti importanti per la crescita;
  2. Il Ministero della Salute ritiene necessario incoraggiare e sostenere le mamme a continuare ad allattare durante il divezzamento e comunque fino a quando lo desiderano, anche dopo il primo anno di vita del bambino;
  3. Non esistono modalità e menù definiti per iniziare il divezzamento (quindi niente schemini/menù rigidi/ricette con misurino e bilancino);
  4. Oltre al latte, durante il divezzamento il bambino deve bere acqua evitando bevande con zuccheri aggiunti che sono un fattore predisponente per lo sviluppo di carie ed obesità. Il latte vaccino non è raccomandato nel primo anno di vita per il rischio di sbilanciare l’apporto proteico alimentare complessivo e, inoltre, perché può causare carenze di ferro.

Nel documento non c’è alcun cenno su come autosvezzare un bambino….

….TO BE CONTINUED

 

BIBLIOGRAFIA E ALLEGATI

GUIDING PRINCIPLES FOR COMPLEMENTARY FEEDING OF THE BREASTFED CHILD

http://www.aogoi.it/media/4263/documento-finale-raccomandazioni-dcc-e-milking.pdf

http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2520_allegato.pdf

Il cibo dell’accudimento. Giusy D’Urzo, Mds Editore, 2016.

Baby-Led Weaning: The Essential Guide to Introducing Solid Foods-and Helping Your Baby to Grow Up a Happy and Confident EaterPaperback. Gill Rapley,‎ Tracey Murke, 2010

 

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