Autosvezzamento: quando iniziare?

Sul tema della differenza tra svezzamento ed autosvezzamento avevo già scritto un articolo qualche settimana fa (lo trovate qui). Adesso, care mamme che mi leggete sempre con molto entusiasmo, è il momento di sviscerare il tema dell’ autosvezzamento e, vi avverto già, forse non mi basterà quest’articolo!

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Cosa accade in pratica nell’autosvezzamento?

– il bambino si siede a tavola con il resto della famiglia durante i pasti e si unisce al cibo della famiglia quando LUI sarà pronto a farlo (dimenticate aeroplanini e trenini che devono entrare in bocca a tutti i costi);

– il bambino viene incoraggiato ad esplorare il cibo con le sue mani e non importa se non mangerà nulla le prime volte;

– il cibo verrà offerto sotto forma di pezzetti con forma e dimensioni che il bambino potrà prendere con le sue mani, nell’autosvezzamento quindi non inizierà a mangiare pappe frullate e omogenizzati di frutta;

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– il bambino continuerà ad essere allattato con latte artificiale o latte materno

– nell’autosvezzamento il bambino inizierà a nutrirsi da solo, piuttosto che essere imboccato da qualcun altro.

Ricordiamoci inoltre che il primo contatto che il bambino avrà con il cibo solido influenzerà il suo modo di relazionarsi agli alimenti per molti anni, in particolare per tutta la primissima infanzia.

Quando iniziare nella pratica l’autosvezzamento? Non prima dei sei mesi, non un giorno di meno, magari un giorno in più invece! Iniziare ad introdurre cibo solido prima dei sei mesi non è consigliabile per 4 motivi:

  1. l’intestino del bambino non è ancora completamente formato prima dei sei mesi, pertanto introdurre cibo solido già a 4-5 mesi potrebbe aumentare il rischio di allergie. Inoltre la capacità digestiva di un bambino di pochi mesi non è paragonabile a quella di un adulto: potete anche dargli la fettina di carne più genuina del mondo a 5 mesi, vostro figlio non riuscirà ad assumere da quel pezzo di carne tutti quei nutrienti come invece riesce a fare l’intestino di un adulto!
  2. Fino a sei mesi il latte in formula o il latte materno riescono perfettamente a soddisfare i fabbisogni nutrizionali del bambino;Alt="allattamento al seno"
  3. Se gli alimenti solidi vengono introdotti troppo presto, si rischia di diminuire la richiesta e produzione di latte materno, un vero peccato!
  4. Il sistema immunitario del bambino non è maturo, questo potrebbe predisporlo ad un maggior rischio di infezioni!

Aldilà dell’età “anagrafica” del bambino, esistono dei segnali che ci dicono che il bambino è pronto! Prima di elencarveli però, volevo parlarvi invece di quei “falsi” segnali che ci inducono (o inducono i pediatri) a svezzare un bambino prima del tempo. Quali sono questi falsi segnali?

il bambino continua a svegliarsi di notte: ci sono svariati motivi per i quali un bambino ha continui risvegli notturni, il motivo più remoto è che abbia fame! Inoltre uno svezzamento precoce al fine di evitare questi risvegli non risolverà il problema (l’ho provato in prima persona su mio figlio, esasperata dai continui risvegli notturni. È bastato tenerlo un pochino più vicino nel lettone ed evitare il continuo tira e molla tra lettone e lettino, vi suggerisco la lettura di questo interessante libro);

il bambino prende peso lentamente: un rallentamento del peso è normale e fisiologico intorno ai 4 mesi, soprattutto per i bambini allattati al seno. Una soluzione potrebbe essere una poppata al seno in più, magari durante le ore notturne?

– il bambino si “lecca” le labbra: il bambino intorno ai quattro mesi inizia ad esplorare non solo l’ambiente circostante, ma anche il suo corpo! Per questo motivo può strofinare la lingua sulle labbra e potrà sembrare che si stia “leccando i baffi”;

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– il bambino è troppo grande per la sua età o è cresciuto troppo velocemente: non è un motivo per iniziare lo svezzamento a quattro mesi. Il peso e la lunghezza del bambino riflettono molto anche la costituzione dei genitori.

Vostro figlio sarà pronto per l’autosvezzamento e pertanto per l’introduzione di cibo solido quando saprà stare seduto da solo sul seggiolone, senza alcun tipo di supporto. Deve inoltre saper afferrare un oggetto e portarselo alla bocca, dovete osservare che cerchi di masticare i suoi giochi o che perlomeno faccia movimenti che richiamano la masticazione. Tuttavia, il vero segnale, sarà quando prenderà da solo il cibo con le sue mani per portarlo in bocca. In quel momento, care mamme, dimenticatevi di avere nei prossimi due anni il pavimento della cucina sempre perfetto o i vestiti dei vostri bambini immacolati! Mio figlio odiava persino i bavaglini, ho avuto un pò della vostra comprensione care mamme?

VEDIAMO ADESSO INSIEME I SUGGERIMENTI PRATICI PER I GENITORI: COME INIZIARE L’ALIMENTAZIONE COMPLEMENTARE DEL LATTANTE NATO A TERMINE

COSA FARE

  • Quando il vostro bambino appare interessato a ciò che mangiate e mostra di essere pronto a mangiare i primi cibi solidi, permettergli di partecipare ai vostri pasti , tenendolo seduto sulle vostre gambe o nel seggiolone (questo accade intorno ai 6 mesi);
  • Offritegli liberamente piccoli assaggi del cibo che state mangiando voi (preferibilmente no sale e no zucchero prima dell’anno come raccomandato da numerose autorità scientifiche e dalla sottoscritta….è bene non abituare il bambino piccolissimi a gusti già così forti e marcati) SENZA SEGUIRE ALCUN CALENDARIO di introduzione degli alimenti. SAPPIATE CHE A PARTIRE DAL SESTO MESE QUALSIASI ALIMENTO, anche quelli allergizzanti come uovo, pomodoro, pesce, può essere offerto senza correre il rischio di incorrere in allergie;
  • Mostratevi interessato al suo pasto, incoraggiatelo ad assaggiare gli alimenti parlandogli dolcemente e guardandolo negli occhi. MAI RIMPROVERARLO O FORZARLO se non vuol mangiare;
  • All’inizio non è importante quanto mangi perché il latte continua ad essere il nutrimento principale con il quale completare il pasto fino a quando non aumenterà spontaneamente la quantità di cibo solido!
  • Lasciate che il vostro bambino si diverta a toccare il cibo e a tenerlo in mano, offrendogli all’inizio alimenti facilmente impugnabili (il famoso “broccolo”), poiché a 6 mesi non è ancora capace di prendere pezzettini con prensione a pinza fra pollice e indice;
  • Se usate il cucchiaio per farlo mangiare (alimenti sminuzzati, a pezzetti o frullati), aspettate che sia lui ad aprire la bocca;
  • Abituatelo ai nuovi sapori con preparazioni semplici e poco elaborate;
  • Se rifiuta alcuni alimenti, smettete gli assaggi. Riproverete ad offrirgli più avanti nel tempo per più volte: possono essere necessari fino a 10-15 assaggi ripetuti a distanza di pochi giorni in un ambiente positivo prima che impari ad accettare e gradire nuovi alimenti;
  • Date il buon esempio mangiando cibi salutari e variando la dieta con nuove combinazioni di sapori e consistenze per garantirgli l’assunzione di tutti i nutrienti di cui ha bisogno. DECIDETE VOI COSA proporgli da mangiare ma lasciate che sia IL BAMBINO A DECIDERE QUANTO MANGIARE;
  • Offritegli una tazza provvista di manici (ovviamente lo aiuterete voi), ma non preoccupatevi se non beve i primi tempi, ha già l’acqua del latte!
  • Armatevi di tanta pazienza nelle pulizie del bambino/pavimento/seggiolone dopo il pasto: armatevi di teli e carta di giornale da mettere sotto il seggiolone per velocizzare le pulizie.

COSA NON FARE

  • Non cambiate ritmi e durata dei vostri pasti. Il bambino imparerà presto ad adattarsi;
  • Non tenete la TV/tablet/cellulare accesi mentre si mangia;
  • Non aspettatevi che mangi qualsiasi alimento le prime volte;
  • Non lasciate mai solo il bambino mentre mangia e non offrite alimenti che presentano rischio di soffocamento: acini di uva, piselli, pomodori, pezzi di mela, noccioline, pop corn;
  • Non serve aspettare nell’introdurre alcuni alimenti per timore di favorire le allergie in quanto tale modalità non ha alcuna efficacia preventiva;
  • Non mettetegli fretta e non fatevi tentare dall’infilargli del cibo in bocca sostituendovi a lui;
  • Non aggiungete sale, zuccheri o dadi;
  • Non proponete finger food all’età di 6 mesi se il bambino è nato pretermine o presenta problemi neuromotori, consultare sempre il pediatra in questi casi.

 

Bibliografia/Sitografia:

 

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